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GENE.01: il futuro della robotica parla italiano

  • 8 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 15 mag

L'Italia si sta ritagliando un ruolo da protagonista nella nuova corsa all'oro tecnologica: quella dei robot umanoidi. Al centro di questa rivoluzione c'è GENE.01, il primo concept di robot umanoide sviluppato dalla startup genovese Generative Bionics, nata come spin-off dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), eccellenza italiana nel campo della robotica.

Presentato ufficialmente al CES 2026 di Las Vegas, GENE.01 non è solo una macchina, ma il pilastro di una nuova piattaforma di Physical AI (Intelligenza Artificiale Fisica). A differenza di molti competitor che si affidano esclusivamente alla vista, GENE.01 si distingue per un approccio più umano, basato sulla percezione tattile.


Il robot è rivestito da una rete diffusa di sensori che gli permettono di "sentire" il contatto, la pressione e gli urti su tutto il corpo: questo lo rende estremamente sicuro per lavorare fianco a fianco con gli esseri umani. Creato con un'estetica curata, GENE.01 è studiato per favorire l'accettazione sociale e rendere i suoi movimenti prevedibili e rassicuranti per i colleghi in carne ed ossa. Sotto la "pelle" batte un'architettura di calcolo avanzata sviluppata in partnership con AMD, che permette di elaborare i dati sensoriali in tempo reale con una latenza minima.


Una delle collaborazioni più significative per il futuro di GENE.01 è quella siglata a febbraio 2026 con Fincantieri. L'obiettivo è ambizioso: portare la robotica umanoide all'interno dei cantieri navali per gestire una delle lavorazioni più complesse e usuranti, la saldatura.


Perché un robot nei cantieri navali? I cantieri sono ambienti "non strutturati", spesso angusti e pericolosi. Un normale robot industriale non può muoversi tra le lamiere di una nave in costruzione poiché è vincolato da una base fissa; un umanoide come GENE.01, invece, può muoversi con agilità dove i macchinari tradizionali non arrivano e sostituire l'uomo nelle mansioni più gravose, ripetitive e a rischio per la salute (fumi di saldatura, posture scorrette). Il robot non sostituisce il saldatore, ma lo affianca. L'operaio specializzato supervisiona e gestisce le fasi critiche, mentre il robot esegue la parte più faticosa del lavoro.


I test sul campo inizieranno entro la fine del 2026 presso lo stabilimento di Sestri Ponente, con l'obiettivo di rendere i robot operativi nei cantieri entro il 2027-2028.


Il successo di GENE.01 è supportato da un robusto ecosistema finanziario e tecnologico. La startup ha raccolto un round di finanziamento da 70 milioni di euro, guidato da CDP Venture Capital e con la partecipazione di investitori globali come AMD Ventures, oltre a partner industriali del calibro di Eni Next e Duferco. Questa sinergia tra ricerca accademica, investitori e grandi industrie nazionali posiziona l'Italia come un hub strategico per la robotica di prossima generazione, capace di competere con i giganti americani e cinesi.


Scritto da Emanuele Casale

Revisionato e pubblicato da Emanuele Casale e Jacopo Bono

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