PIETRO INGRAO - "Volevo la luna"
- 9 mag
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La ricorrenza del 20° anno dalla pubblicazione del libro autobiografico di Pietro Ingrao “Volevo la luna” (Einaudi, 2006) ci offre l’occasione per riflettere non solo su un protagonista della storia politica del Novecento, ma su un intellettuale, antifascista, che ha saputo incarnare il dubbio come metodo di analisi e la passione come motore del cambiamento.
Nato il 30 marzo 1915 a Lenola, comune della provincia di Latina, Ingrao non è stato solo il primo comunista a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, con una presenza ultraquarantennale da deputato, ma una figura capace di parlare alle generazioni più giovani, attraverso un linguaggio che univa il rigore della dottrina alla sensibilità della poesia.
Per noi studenti, la figura di Ingrao rappresenta una sfida al conformismo: in un’epoca dominata da risposte rapide e slogan semplificati, il suo celebre "dubbio" non era sinonimo di indecisione, ma di una ricerca incessante della verità. Egli sosteneva che la democrazia non potesse esaurirsi nel momento del voto, ma dovesse vivere quotidianamente nei luoghi del conflitto e della partecipazione. La sua visione della politica era intrinsecamente legata alla cultura: non a caso, prima di dedicarsi interamente alla vita parlamentare, fu un critico cinematografico e un poeta, convinto che, per cambiare il mondo, fosse necessario prima di tutto saperlo guardare con occhi curiosi e critici.

Il legame con la sua terra d'origine, Lenola, rimase sempre saldo, quasi a testimoniare che l'impegno universale per la giustizia sociale deve affondare le radici in una dimensione umana e locale. Ingrao ci insegna che la politica è, prima di tutto, ascolto. Durante la sua presidenza a Montecitorio, si batté per rendere le istituzioni più trasparenti e vicine ai cittadini, convinto che il potere dovesse essere sempre "sindacabile" dal basso.
Oggi, rileggere le sue riflessioni significa interrogarsi sul senso della nostra partecipazione civile: l'invito di Ingrao a "volere la luna" non appare come un’utopia ingenua, ma come un imperativo etico soprattutto in un mondo segnato da profonde disuguaglianze e crisi ambientali. Ci suggerisce che non dobbiamo accontentarci dell'esistente, ma avere il coraggiodi immaginare un’alternativa possibile. Specialmente per chi vive la scuola come spazio di crescita critica, il messaggio di questo "eretico" della politica rimane un faro: studiare non serve a trovare un posto nel sistema, ma a trovare gli strumenti per trasformarlo.
Scrivere di Pietro Ingrao nel giornalino d’Istituto non è un semplice esercizio di memoria storica, ma un modello per l’attualità. La sua vita centenaria ci ricorda che la coerenza ha un prezzo, spesso l'isolamento, ma che la dignità di restare fedeli ai propri ideali, pur evolvendosi, è l'unico modo per lasciare un'impronta duratura nella storia. La sua eredità è un testimone che passa nelle nostre mani: il dovere di non smettere mai di interrogarci e di lottare per una società più umana.

Dal novembre dello scorso anno, Lenola ha dedicato un Polo Multimediale al suo cittadino più illustre, in località Passignano: tutti coloro che vorranno conoscere e/o approfondire il pensiero di Pietro Ingrao, possono scrivere all'email info@pietroingrao.eu o telefonare al numero 339.3378957.
a cura di Giordano De Filippis, Nicholas Guglietta, Tommaso Marrocco,
Lorenzo Mastrobattista e Diego Pannone
revisionato da Cristiano Di Pinto e Ilaria Ricci





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