21 APRILE - Natale di Roma: tra costruzione mitica, memoria storica e identità culturale
- 21 apr
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Aggiornamento: 9 mag
Il 21 aprile rappresenta una delle date più dense di significato nella tradizione romana: il cosiddetto “Natale di Roma”, che, secondo la cronologia stabilita da Marco Terenzio Varrone, corrisponde al 753 a.C., data in cui Romolo fondò la città sul colle Palatino. Più che un dato storico certo, questa data costituisce un potente simbolo culturale, in cui convergono mito, religione e costruzione ideologica della romanità.
Il racconto delle origini si fonda sulla leggenda di Romolo e Remo, figli del dio Marte e della vestale Rea Silvia. La versione più nota è quella tramandata da Tito Livio, che, nella sua opera Ab Urbe Condita, apre la narrazione proprio con le incertezze tra storia e mito:
Urbem Romam a principio reges habuere (“La città di Roma, fin dall’inizio, ebbe dei re”)
Livio adotta un atteggiamento critico, ma al tempo stesso rispettoso della tradizione, riconoscendo che le origini della città si collocano in una dimensione sospesa tra verità storica e racconto leggendario. Il momento culminante della leggenda è il fratricidio: Romolo uccide Remo, gesto che assume un valore simbolico profondo, legato alla fondazione dell’ordine politico attraverso un atto di rottura, segnato dal tracciare con l'aratro il solco sacro (pomerium) sul Palatino, definendo i confini della nuova città. Come racconta la tradizione:

Sic deinde, quicumque alius transiliet moenia mea! (Così d’ora in poi perirà chiunque oltrepasserà le mie mura!)
Questo episodio evidenzia la sacralità del confine urbano e la necessità di difenderlo, tema centrale nella concezione romana dello Stato.
Un aspetto fondamentale del 21 aprile è il suo legame con la festa arcaica dei "Parilia", descritta da Ovidio nei Fasti. Qui il poeta illustra i riti di purificazione dei pastori:
Pastor, oves saturas ad prima crepuscula lustra! (Pastore, purifica le pecore sazie al primo crepuscolo!)
Il rito prevedeva il passaggio attraverso il fuoco e il fumo purificatore, elementi che simboleggiano il rinnovamento e la protezione. L’associazione tra questa festa e la fondazione di Roma suggerisce che la città abbia radici profondamente legate a un mondo pastorale, poi rielaborato in chiave urbana e politica.
La costruzione ideologica delle origini di Roma raggiunge il suo vertice con Virgilio, autore dell’Eneide. Qui, Roma viene inserita in una prospettiva universale, attraverso la figura di Enea. Celebre è il passo (Libro VI) in cui si enuncia la missione storica dei Romani:
Tu regere imperio populos, Romane, memento; hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem, parcere subiectis et debellare superbos.” (Tu, o Romano, ricorda di governare i popoli con il tuo potere: queste saranno le tue arti, imporre la pace, risparmiare i sottomessi e sconfiggere i superbi)
In questi versi emerge chiaramente l’ideologia augustea: Roma è destinata a dominare il mondo, portando ordine e civiltà. Non si tratta solo di poesia, ma di un vero e proprio programma politico, sostenuto dal principato di Ottaviano Augusto. Un altro passo significativo dell’Eneide sottolinea il destino eterno della città:
Imperium sine fine dedi. (Ho dato loro un impero senza fine)
Questa affermazione, attribuita a Giove, sancisce il carattere provvidenziale e infinito della potenza romana.
Anche Plutarco, nelle Vite parallele, riflette sulla figura di Romolo, evidenziando le diverse tradizioni e interpretazioni del mito. La pluralità delle fonti dimostra come la fondazione di Roma sia stata oggetto di continue rielaborazioni, adattate ai bisogni culturali e politici delle varie epoche.

Dal punto di vista moderno, gli studiosi tendono a considerare il 753 a.C. come una data simbolica, costruita a posteriori per dare ordine alla cronologia romana. Tuttavia, il valore del "Natale di Roma" non risiede nella sua precisione storica, ma nella sua forza evocativa: esso rappresenta l’origine ideale di una civiltà che ha profondamente influenzato la storia europea e mondiale.
Ancora oggi, il 21 aprile viene celebrato con rievocazioni storiche e manifestazioni culturali che testimoniano la vitalità di questa tradizione. La ricorrenza continua a essere un momento di riflessione sull’identità di Roma, città che, pur trasformandosi nel corso dei secoli, ormai millenni, mantiene un legame profondo con il proprio passato. Rappresenta un perfetto esempio di costruzione culturale della memoria: attraverso il mito, la letteratura e la religione, i Romani hanno dato forma a una narrazione delle origini capace di legittimare il loro ruolo nella storia.

Il 21 aprile non è soltanto una data, ma un simbolo potente, che invita a interrogarsi sul rapporto tra storia, mito e identità.
a cura di Giuseppe De Angelis





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