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IPOCRISIA - maschera necessaria?

  • 9 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Ricordate quando, da piccoli, chiedevate ai vostri genitori se potevate assaggiare il caffè ma rispondevano sempre di no, dicendo che fa male alla salute, ma poi la mattina dopo li trovavate sempre con il bicchiere di caffè in mano? Ecco, questo è un esempio tipico dell'ipocrisia.


La parola "ipocrisia" deriva dal greco antico "Hypokrisis" che significava originariamente "recitazione" o "simulazione". Infatti, nell’antica Grecia, con il termine "ipocrita" (Hypokrites) ci si rivolgeva all'attore sulla scena teatrale. Ma, con il passare del tempo, questo concetto è passato dal contesto teatrale (recitare una parte) a quello morale, indicando la dissimulazione di virtù e la finzione, ovvero la discrepanza tra ciò che si fa e ciò che si dice. Oggi, infatti, l'ipocrita è colui che simula buoni sentimenti, intenzioni o virtù che, però, non possiede.


Ma se l'ipocrisia è una cosa così negativa, allora perché viene utilizzata così tanto che anche noi, senza rendercene conto, ne facciamo uso?


Forse perché noi viviamo in una società che ci spinge a mostrare solo certe parti di noi, quelle accettabili, quelle "educate", quelle che non disturbano. Spesso l'ipocrisia è così ben radicata da sembrare normale e chi è consapevole si trova davanti ad un altro dilemma: mostrarsi autentico e rischiare isolamenti o incomprensioni, oppure continuare a filtrarsi?


Per esempio, vi è mai capitato di pretendere di andare d'accordo con persone che non sopportate, di negare un interesse solo per la paura di essere giudicati o magari di trovarsi a criticare qualcun'altro per un'azione che voi stessi avete compiuto? Online esiste una simile ipocrisia. Nei social, in genere, tutto ciò che è online è in gran parte anonimo ed è proprio questa sensazione di non identificazione che permette di dire tutto quello che passa per la testa, nei modi più disparati e senza remore, perché chi abbiamo davanti non è una vera persona, ma un'entità vaga e incorporea.


Ma quindi siamo tutti degli ipocriti?


Sì è no, perché alla fine nella società degenerata in cui viviamo, molte volte senza l'utilizzo dell'ipocrisia non verremo accettati e quindi uno può anche dire che è diventato uno strumento necessario per vivere in serenità.


Scritto da Giulia Pazienza e Navjeet Kaur

Revisionato e pubblicato da Jacopo Bono

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